Contiene proteine di alto valore biologico che la rendono molto energetica. Poiché la seppia è composta in buona parte da tessuto connettivo – principalmente di origine proteica – non rientra tra gli alimenti consigliabili nella dieta per la gotta e l'iperuricemia.
Come abbiamo visto, le seppie sono molluschi ricchi di proprietà nutrizionali benefiche, ma anche piuttosto delicati. Il loro consumo va limitato in tutti coloro i quali soffrono di gotta, problemi renali o iperuricemia.
Sembra che esso offra qualità radio-protettive notevoli, inoltre l'inchiostro di seppia protegge la produzione di globuli bianchi, favorisce la produzione di nuove cellule del sangue, è antiossidante, antinfiammatorio e protegge anche le pareti intestinali.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare le seppie?
Povera di colesterolo e ipocalorica, il consumo di seppia è indicata per gli individui sottoposti a regimi dietetici dal basso apporto calorico. Per le medesime caratteristiche può essere impiegata anche nell'alimentazione di soggetti con dislipidemie e diabete mellito di tipo 2.
Nella cucina italiana, il nero di seppia costituisce un ingrediente utilizzatissimo nelle ricette dei primi piatti. Aggiunto nel composto, colora efficacemente la pasta all'uovo, la polenta, i passatelli ecc. Diluito nel sugo invece, favorisce il contrasto cromatico ed aumenta i sentori di pesce.