Chi redige il modello 231?

Domanda di: Dott. Pierfrancesco Vitale  |  Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2026
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Il Modello 231 è redatto da un team multidisciplinare che include avvocati esperti in diritto penale d'impresa, consulenti di compliance e risk management, spesso con il supporto del management aziendale, per poi essere approvato dall'organo dirigente (es. CdA) e vigilato dall'Organismo di Vigilanza (OdV), che ne controlla l'efficacia e l'applicazione effettiva, garantendone l'aggiornamento continuo.

Chi compila la scheda di evidenza 231?

Modello 231: chi lo redige

La responsabilità di adottare il modello è in capo all'Organo Dirigente della Società, ad esempio il Consiglio di Amministrazione, che è tenuto a nominare un Organismo di Vigilanza (OdV).

Il modello organizzativo 231 è obbligatorio?

Tuttavia, nonostante non sia obbligatorio, la sua implementazione è fortemente consigliata per diversi motivi: – Prevenzione dei Reati: Il modello aiuta a prevenire reati come corruzione, frode e altri illeciti, proteggendo così l'azienda da sanzioni e danni reputazionali.

Chi si occupa della 231?

Lgs. 231/01, la competenza a conoscere gli illeciti amministrativi dell'ente appartiene al giudice penale competente per i reati dai quali gli stessi dipendono.

Chi deve adottare il modello 231?

Il Modello 231 non è obbligatorio per legge per tutte le aziende, ma è fortemente consigliato e diventa "de facto" obbligatorio per enti pubblici, società partecipate pubbliche e aziende che vogliono partecipare a gare pubbliche o operare in settori sensibili (sanità, finanza, energetico, ecc.) per evitare gravi responsabilità amministrative e sanzioni in caso di reati presupposto commessi al loro interno. In sostanza, tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dovrebbero valutare l'adozione per prevenire rischi legali ed economici, ma per alcune realtà diventa un requisito di accesso al mercato.
 

Da cosa ci tutela un Modello 231?