Domanda di: Sig. Arturo Sala | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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Sì, chi soffre di claustrofobia può prendere l'aereo, ma il viaggio può causare forte ansia, disagio o attacchi di panico a causa dello spazio ristretto e chiuso. È possibile gestire la situazione con strategie come scegliere il posto finestrino, tecniche di respirazione, distrazioni (film/libri) o, previo consiglio medico, l'uso di farmaci ansiolitici.
Cosa fare se mi viene un attacco di panico in aereo?
Rilassare i muscoli. Se l'aereo non è il proprio mezzo preferito a risentirne non è solo la mente ma anche il corpo, che durante il viaggio risulta teso. Sciogliere i muscoli è un buon modo per rilassarsi ed evitare che l'ansia prenda il sopravvento.
In commercio si possono trovare l'alprazolam (Xanax), il lorazepam (Tavor), il delorazepam (En) e il bromazepam (Lexotan). Per sapere quale farmaco sia più efficace da assumere è necessario affidarsi sempre a uno specialista.
Per affrontare la claustrofobia in modo efficace, la psicoterapia può essere praticata in associazione alle tecniche di rilassamento, quali training autogeno, esercizi di respirazione e yoga. Questi trattamenti possono contribuire a gestire l'ansia correlata alla situazione che egli ritiene claustrofobica.
Al contrario i tre minuti dopo il decollo e gli otto minuti prima dell'atterraggio sono le fasi più pericolose, ed è per questo che si tengono allacciate le cinture.