Chi sono io secondo Cartesio?

Domanda di: Giovanna Martinelli  |  Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023
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Nella filosofia moderna, il pronome io, sostantivato, diviene oggetto di riflessione filosofica con Cartesio che fa dell'Io che pensa (cogito) la conoscenza «prima e certissima» che si presenta all'intelletto con evidenza tale da porsi necessariamente come vera, il primo principio indubitabile emerso dalla crisi del ...

Cosa intende Cartesio parlando dell'io come soggetto pensante?

"Io esisto" equivale quindi a dire “io sono un soggetto pensante”. Può darsi che io percepisca un oggetto che in realtà non esiste, ma non posso dubitare della mia esistenza se penso di percepire quell'oggetto.

Cosa afferma Cartesio?

Cartesio afferma quindi un netto dualismo tra corpo materiale (che funziona in base a principi propri) e sostanza spirituale (che è innanzi tutto coscienza); quest'ultima è unita ed è in relazione con il corpo attraverso la ghiandola pineale, collocata al centro del cervello.

Chi parla dell'io in filosofia?

Fichte ha rotto con la circoscrizione finita dell'uomo: egli si afferma come il filosofo dell'infinità dell'Io, della sua attività assoluta (svincolata) e spontanea e quindi della sua assoluta libertà.

Come Cartesio dimostra l'esistenza del corpo?

La dimostrazione dell'esistenza dei corpi all'esterno di me avviene per tre passaggi. ⦁ l'esistenza dei corpi è possibile, Cartesio ha appena asserito che i corpi sono un concerto chiaro e definir della mia mente (enti estesi e mutevoli). Tutti i concedetti chiari ed evidenti sono tali che Dio le possa creare.

3. Cartesio: cogito ergo sum