Chi stabilisce la durata del periodo di prova?

Domanda di: Cosetta Donati  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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La durata della prova è stabilita dai contratti collettivi nazionali e varia a seconda della qualifica e delle mansioni da ricoprire. Durante questo periodo ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d'indennità.

Come si calcola la durata effettiva del periodo di prova?

6915, della Corte di Cassazione Civile, sezione Lavoro, viene deciso che il periodo di prova deve essere computato sulla scorta dei giorni effettivamente lavorati e non sui giorni di calendario, specie se le assenze del lavoratore (in prova) sono dovute per malattia.

Cosa si valuta nel periodo di prova?

Durante il periodo di prova valgono esattamente gli stessi diritti e doveri del contratto di assunzione firmato, con l'unica differenza che tale rapporto di lavoro può essere terminato in tronco, ovvero senza preavviso e senza necessariamente una giusta causa o tantomeno rilasciare una motivazione.

Come vengono calcolati i mesi di prova?

Computo: il periodo di prova può essere conteggiato in giorni di effettiva prestazione lavorativa o in giorni di calendario. Qualora il Ccnl di riferimento nulla preveda in merito, il computo viene eseguito tenendo conto dei giorni/mesi di calendario.

Chi decide il periodo di prova?

La durata della prova è stabilita dai contratti collettivi nazionali e varia a seconda della qualifica e delle mansioni da ricoprire. Durante questo periodo ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d'indennità.

IL PERIODO DI PROVA NEL CONTRATTO DI LAVORO: ATTENZIONE ALLA DURATA E ALLE MANSIONI