Domanda di: Sig.ra Doriana De Santis | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2026 Valutazione: 4.5/5
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Un killer, in particolare seriale, agisce solitamente seguendo un modus operandi specifico e ripetitivo, uccidendo tre o più persone in luoghi e tempi diversi con intervalli di "raffreddamento" emotivo. Spinto da impulsi di potere o sessuali, seleziona vittime che spesso ricordano figure fonte di rabbia, agendo con compulsione e pianificazione per non essere catturato.
In generale, sono stati ipotizzati alcuni segni premonitori del comportamento omicidiario seriale, quali: isolamento sociale, difficoltà di apprendimento, comportamento irregolare, problemi di autocontrollo e con le autorità, attività sessuale precoce e bizzarra, ossessione per il fuoco, il sangue e la morte.
Serial Killer (omicida seriale): colui che uccide tre o più persone in luoghi diversi, lasciando periodi di “raffreddamento” emotivo prolungati tra un evento e l'altro. Il soggetto può agire casualmente o selezionare le sue vittime con precisione, crede di non poter essere catturato e si considera invincibile.
Parlare di serial killer presume affrontare il tema delle psicopatologie e in particolare della psicopatia, il disturbo mentale della personalità con caratteristiche antisociali che si può riscontrare più di frequente negli assassini.
La psicologia dell'assassino seriale è spesso caratterizzata da una sensazione di inadeguatezza e da un basso livello di autostima, legati talvolta a traumi infantili come umiliazioni, bullismo o abusi sessuali, oppure a una condizione socio-economica particolarmente deprimente.