Capire che il fumo sta danneggiando il corpo è possibile osservando segnali come tosse cronica (specialmente mattutina), fiato corto durante sforzi lievi, frequenti infezioni respiratorie, alito cattivo, pelle spenta e dita ingiallite. A lungo termine, si manifestano ridotta capacità polmonare, ipertensione, affaticamento costante e riduzione del gusto/olfatto.
Quando i livelli di nicotina calano, puoi provare irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, aumento dell'appetito e un forte desiderio di fumare (craving).
Tra i fumatori sono assai frequenti le seguenti patologie: malattie respiratorie, come laringite o bronchite; disturbi digestivi come gastriti o bruciori di stomaco (ipercloridria); malattie cardiovascolari quali arteriosclerosi; e altre come l'angina pectoris o il cancro al polmone.
Ma già dagli anni Cinquanta si cominciarono ad accumulare in altri Paesi prove sulla pericolosità del fumo. Il primo a sottoporre alla comunità scientifica uno studio che mostrava come il rischio di cancro aumenta con la quantità di tabacco fumato fu l'epidemiologo inglese Richard Doll.