La pelle dura, spesso indicata come ipercheratosi, si manifesta con un evidente ispessimento, ruvidità al tatto, desquamazione o formazione di calli e duroni (specialmente su mani e piedi). Le zone interessate appaiono secche, cerose, meno elastiche e possono presentare colore spento. La pressione su tali aree provoca dolore o fastidio.
La Sclerodermia, che in greco significa “pelle dura”, è una patologia autoimmune caratterizzata da un progressivo assottigliamento e indurimento della pelle che col tempo perde le sue caratteristiche di elasticità è diventa translucida.
La sclerodermia (“pelle dura”) o sclerosi sistemica è una malattia sistemica cronica a patogenesi autoimmune, caratterizzata da fibrosi (ispessimento) della cute e degli organi interni, alterazioni dei vasi di piccolo calibro e anomalie del sistema immunitario.
Se la pelle del viso risulta oleosa e lucida, per esempio, si tratta di pelle grassa. Se la cute è opaca e solo la zona T risulta oleosa si tratta di pelle mista. Se non si notano zone lucide o arrossate, la pelle è normale, mentre se a fine giornata o dopo la detersione la cute tira, si tratta di pelle secca.
La pelle diventa dura a causa dell'accumulo anomalo di collagene, una proteina che normalmente conferisce struttura e resistenza alla pelle. Nella sclerodattilia, il sistema immunitario erroneamente produce una quantità eccessiva di collagene, che si accumula nelle zone più esposte, come le dita delle mani e dei piedi.