Come capire se l'AdBlue è buono?

Domanda di: Fabio Mancini  |  Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026
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Per capire se l'AdBlue è di buona qualità, è fondamentale verificare la presenza della certificazione ISO 22241 sull'etichetta, che garantisce la corretta miscela (32,5% urea, 67,5% acqua demineralizzata). L'AdBlue di qualità deve essere trasparente, inodore e, preferibilmente, prodotto per "sintesi" anziché "dissoluzione", evitando marchi sconosciuti o prezzi eccessivamente bassi che indicano possibili contaminazioni.

Come capire se AdBlue è buono?

Per riconoscere un buon AdBlue, verifica l'etichetta per la certificazione ISO 22241, la presenza del marchio AdBlue®, la tracciabilità del lotto e scegli produttori affidabili (come BASF, Azotal) preferendo la sintesi alla dissoluzione, diffidando da prezzi troppo bassi che nascondono prodotti scadenti. Un prodotto di qualità è trasparente e ha una concentrazione di urea tra il 31,8% e il 33,2%.

Cosa succede se si usa AdBlue scaduto?

I rischi di utilizzare AdBlue “scaduto”

In primis, un AdBlue deteriorato può compromettere il funzionamento dell'impianto SCR. E cosa comporta questo? Il primo effetto, forse il più “lieve”, è l'aumento delle emissioni nocive, perché il sistema non è più in grado di abbattere correttamente gli ossidi di azoto (NOx).

L'AdBlue è tutto uguale?

L'AdBlue non è tutto uguale

“L'AdBlue by BASF non solo risponde alle specifiche previste dalla ISO 22241, ma rimane, senza aggiunta di altri composti, 10 volte sotto i limiti previsti e per questo può essere considerato l'unico SuperAdBlue presente sul mercato”, ha dichiarato Claudio Mascialino, presidente di Resnova.

Quanto dura l'AdBlue aperto?

Il prodotto sigillato dura circa 12 mesi, mentre dopo l'apertura è consigliabile utilizzarlo entro 6 mesi. Non versare mai AdBlue nel serbatoio del gasolio e viceversa, per evitare danni gravi.

RISOLUZIONI E PROBLEMI DEL ADBLUE UREA P20E8 P20A2