Domanda di: Tosca Martini | Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2023 Valutazione: 4.3/5
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La pallina sentinella: prelevate una piccola quantità d'impasto e riponetelo immerso in acqua tiepida in un contenitore come una ciotola o un bicchiere. Se compaiono delle bolle in superficie e l'impasto galleggia allora la lievitazione sarà ultimata.
toccare l'impasto: premendo l'impasto con la punta del dito, possiamo capire a che punto è la lievitazione. Se l'avvallamento che si forma torna su rapidamente, l'impasto non è ancora pronto; se torna su in maniera lenta e rimane una leggera impronta, la lievitazione è perfetta.
Nel caso in cui la lievitazione si prolunghi più del necessario, l'impasto si gonfierà eccessivamente e la maglia glutinica, rompendosi, perderà la sua capacità di trattenere l'anidride carbonica che si è sviluppata all'interno dell'impasto, che a questo punto diventerà colloso e assumerà un odore acido.
La temperatura ideale per una buona lievitazione si aggira tra i 25 e i 30°. Se è indispensabile per la cottura, il forno può essere un alleato nell'accelerare questo processo, ma va tenuto costantemente d'occhio, per non rischiare di “uccidere” l'impasto.
Soprattutto, l'assenza di lievito può causare problemi digestivi, poiché il lievito aiuta a digerire gli amidi presenti nell'impasto: di conseguenza, se mangiamo una pizza non lievitata potremmo avvertire un senso di pesantezza nello stomaco e una sensazione di gonfiore.