Domanda di: Dr. Odino Riva | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Vengono classificate come dominanti, quando il fenotipo clinico si manifesta sia negli individui eterozigoti che omozigoti per il gene mutato, e recessive, quando la malattia si manifesta solo negli individui omozigoti per la mutazione.
Come capire se una malattia è autosomica dominante?
Se l'espressione di un carattere richiede solo una copia di un gene (allele), quel carattere è considerato dominante. Se l'espressione di un carattere richiede 2 copie di un gene (2 alleli), quel carattere è considerato recessivo. Un'eccezione sono le malattie legate all'X.
Nei bambini che hanno ereditato una malattia a trasmissione autosomica dominante, è presente una copia normale del gene mentre l'altra copia è mutata. Il termine "dominante" significa che l'alterazione di una sola delle due coppie di geni è sufficiente per provocare la malattia.
Nell'ereditarietà autosomica dominante, la malattia è trasmessa di padre/madre in figlio/figlia, è insomma presente in ogni generazione. Una persona affetta da una malattia a dominanza autosomica, donna o uomo che sia, ha una probabilità del 50% di avere figli affetti dalla stessa malattia.
Quando si parla di ereditarietà, si fa dunque riferimento alle malattie ereditarie, ovvero che si trasmettono attraverso geni alterati o mutati che passano, secondo le leggi mendeliane, da uno o da entrambi i genitori ai figli.