Come ci si rivolge a un vescovo?

Domanda di: Carlo Santoro  |  Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2026
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A un vescovo cattolico ci si rivolge formalmente con l'appellativo di "Eccellenza Reverendissima" o semplicemente "Eccellenza". Nelle lettere, l'indirizzo corretto è "Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor [Nome Cognome]", mentre la formula di saluto all'interno è "Eccellenza". Di persona, è consuetudine usare "Vostra Eccellenza".

Come si saluta un vescovo?

Uso ecclesiastico

Per effetto del decreto Sanctissimus della Sacra Congregazione del Cerimoniale del 31 dicembre 1930 la Santa Sede concesse ai vescovi cattolici il trattamento di "Eccellenza Reverendissima" (in latino Excellentia Reverendissima).

Come vanno chiamati i vescovi?

Appellativi. I vescovi e gli arcivescovi cattolici hanno diritto al trattamento di "eccellenza reverendissima", mentre ai patriarchi (termine che significa, in greco, "primo padre") cattolici di rito orientale spetta quello di beatitudine, trattamento che è riservato anche al patriarca di Gerusalemme dei Latini.

Come si indirizza una lettera a un vescovo?

"Sua Eccellenza" è il titolo formale ufficiale. Probabilmente non dire "My G". "Vostra Eccellenza" è la forma corretta quando ci si rivolge direttamente a un vescovo, come ad esempio nell'intestazione di una lettera.

Come rivolgersi ad un vescovo in una lettera?

Vescovo/Arcivescovo: S.E.R. (Sua Eccellenza Reverendissima) Mons.

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