Domanda di: Fortunata Ferrari | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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D'Annunzio rimarrà sempre fedele alla sua posizione politica e sociale, con un certo riguardo verso il nazionalismo italiano, e con disprezzo verso le masse. D'Annunzio è infatti dichiaratamente avverso alle rivoltose masse popolari, che minacciavano la crescente borghesia industriale.
La natura di D'Annunzio è carica di energia ed è a questa energia che l'individuo aspira e a cui si abbandona nella sua unione con la natura. La natura, dunque, sembra avere una vitalità maggiore rispetto all'uomo, che nella fusione con essa vi si adegua e la assume su di sé.
D'annunzio, infatti, è convinto non solo che i sensi siano l'unico mezzo per accostarsi alla realtà, ma anche che solo l'arte può dare forma a un mondo di raffinata bellezza, lontano dalla vita banale di tutti i giorni, un mondo ideale contrapposto alla volgarità della vita materiale.
Dà molto rilievo al rifiuto del conformismo borghese e dei principi egualitari, all'esaltazione dello spirito "dionisiaco", al vitalismo pieno e libero dai limiti imposti dalla morale tradizionale, al rifiuto dell'etica della pietà, dell'altruismo, all'esaltazione dello spirito della lotta e dell'affermazione di sé.
Lo scrittore vedeva nella guerra la grande occasione per tramutare in azione il suo estetismo: avrebbe coniugato il suo mito di uomo di cultura con l'aspirazione eroica del superuomo. Così partì per il fronte come tenente dei Lancieri di Novara.