Domanda di: Manuele Romano | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
(62 voti)
Se un condominio chiede di visionarla, l'amministratore non può rifiutarsi. In genere si può chiedere oralmente o tramite email, in via del tutto informale e bonaria. Tuttavia, se l'amministratore mostra reticenza è meglio diffidarlo, inviando appunto una lettera tramite raccomandata A/R oppure tramite PEC.
La diffida sostanzialmente è un avvertimento, ovvero un documento scritto con il quale si dice a chi sta violando un proprio diritto che se il suo comportamento illegale continua ci saranno conseguenze in giudizio, ad esempio con risarcimento dei danni, risoluzione del contratto ecc.
Nel caso in cui si voglia sollecitare il destinatario a compiere una determinata azione, allora si dovrà redigere una diffida ad adempiere; se, invece, si cerca di ribadire all'altra parte che sta assumendo un comportamento scorretto e/o lesivo nei nostri confronti, si redigerà una lettera di diffida per comportamento ...
La lettera di diffida può essere inviata per raccomandata o per mezzi analoghi, ma non può comunque essere sostituita da una telefonata. Il nostro suggerimento è sempre quello di effettuare una raccomandata con ricevuta di ritorno o, se il destinatario dispone di una casella di posta elettronica certificata, via PEC.
Cosa si può fare se non si rispettano le regole condominiali?
al codice civile “Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie.