Domanda di: Jari Valentini | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2026 Valutazione: 4.7/5
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Affitto in nero: per provarlo basta la denuncia dell'inquilino. La denuncia dell'inquilino è pienamente idonea a dimostrare l'esistenza di un contratto verbale di locazione "in nero", dunque non dichiarato. Questo perché tale denuncia non giunge da un terzo qualunque, bensì da una delle parti del contratto stesso.
L'Agenzia delle Entrate può contestarti gli affitti in nero, con accertamenti fiscali molto pesanti. I controlli avvengono incrociando i dati catastali, le utenze, le segnalazioni dei conduttori e i movimenti bancari.
Per denunciare un affitto in nero, l'inquilino - o, ancora, chiunque sia a conoscenza dell'irregolarità, come ad esempio un vicino di casa - può procedere: presso la Guardia di Finanza; all'Agenzia delle Entrate, anche anonimamente.
L'affitto in nero comporta pesanti sanzioni fiscali per il proprietario, principalmente multe che vanno dal 120% al 240% dell'imposta di registro non versata, oltre al recupero delle imposte e interessi; anche l'inquilino può essere corresponsabile e subire accertamenti per i canoni pagati, ma ha diritto a chiedere la restituzione degli importi eccedenti e la trasformazione del contratto, tramite l'istituto del ravvedimento operoso si possono ridurre le sanzioni se ci si autodenuncia.
Perdita delle garanzie: senza contratto registrato, il locatore non può far valere eventuali fideiussioni o chiedere risarcimenti per danni. Responsabilità fiscale: la mancata registrazione comporta l'evasione dell'imposta di registro e dell'IRPEF sui redditi da locazione.