Occorre essere chiari, usando un linguaggio comprensibile, e ripetere le cose, se necessario. Ma soprattutto è fondamentale ascoltare: rispondere a tutti i loro dubbi e comprendere le loro preoccupazioni, anche quando non sono espresse, inducendoli ad aprirsi per affrontare anche i temi più spinosi.
l consiglio principale è quello di trovare sempre qualcuno con cui parlare e comunicare, ma allo stesso tempo di non sforzarsi rispetto a chi, come, quando e quanto farlo. Può essere controproducente, nel momento in cui ci si apre, fingere uno stato d'animo che non si prova o una falsa serenità.
Non trattare la persona da malata, ma aiutalo a sentirsi inserito in un contesto abituale, sereno e spontaneo come “prima della malattia”. Sdrammatizzare con delicatezza, condividere, anche le preoccupazioni, confidarsi con sincerità avvicina e non fa sentire soli e incompresi. Ascoltare, molto più che parlare.
No dire “lo so come ti senti” perché è impossibile per una persona sana capire quello che il paziente sta passando. Non suggerire che lo stile di vita passato del paziente possa essere la causa della malattia, anche nel caso che possa avere realmente contribuito. Non chiedere informazioni a riguardo della prognosi.
Occorre partecipare in modo attivo e positivo al proprio percorso di cura e prendere atto che il cancro fa parte della propria vita quotidiana. Significa lavorare per gestire le emozioni, per adattarsi alla nuova situazione e imparare a convivere con tutti i cambiamenti che la patologia comporta.