Domanda di: Dott. Lorenzo Ferraro | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Quando è scempia, l's è sorda [S] se è iniziale di parola davanti a una vocale, se è preceduta da una consonante (sorda o sonora), se è finale di parola, se è seguita da una consonante sorda; è invece sonora [@] se è seguita da una consonante sonora.
La s è sempre sorda: 1) ad inizio di parola, se segue vocale (ad es. seta); 2) quando è lunga, cioè 'doppia' (ad es. cassa); 3) quando è seguita da una consonante sorda (ad es. scuola, casco), 4) quando è preceduta da una consonante (ad es.
La "s” è quasi sempre dolce quando si trova tra due vocali. Ad esempio: “casa”, “cosa”, “chiuso”, “esempio”. Nei vocaboli composti tipo “girasole”, al contrario, la “s” è dura.
In italiano, viene comunemente e impropriamente chiamata S sorda o aspra il fonema /s/ (come in sasso /'sasso/, fricativa alveolare sorda), in contrapposizione al fonema /z/ (come in sbaglio /'zbaʎʎo/, fricativa alveolare sonora), che è detto s sonora o dolce.
Solitamente la distorsione del suono S dipende da un malposizionamento linguale: la pronuncia corretta viene realizzata con un avvicinamento delle arcate dentarie che si socchiudono, lasciando passare l'aria dal dorso della lingua all'esterno della bocca.