Domanda di: Jelena Palumbo | Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2026 Valutazione: 4.8/5
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Polinice è morto ucciso dal fratello gemello Eteocle durante un duello mortale per la conquista del trono di Tebe, portando a compimento la maledizione paterna. Entrambi si sono feriti a vicenda a morte nel corso della guerra dei "Sette contro Tebe", cadendo l'uno per mano dell'altro. La sua salma è stata poi contesa, con il divieto di sepoltura imposto da Creonte.
tenta di trarre dalla sua parte il vecchio Edipo, che gli rinnova la maledizione e gli predice la morte per mano del fratello. E infatti nel decisivo assalto contro Tebe, P. scontratosi con Eteocle, lo uccide, e a un tempo ne riceve il colpo mortale (Sette a Tebe di Eschilo).
Eteocle, riportato alla reggia, prima di spirare ha appena la forza di pugnalare a morte il fratello, davanti a Giocasta e Antigone, mentre finge di volerlo abbracciare e di voler accettare la sua richiesta di perdono.
La tragedia Antigone, scritta da Sofocle nel 442 a.C., parte da un fratricidio: Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone e figli di Edipo, "cadono nella pozza dello stesso sangue", uccidendosi reciprocamente nel tentativo di impossessarsi del trono di Tebe.
Antigone decide di dare sepoltura al fratello Polinice andando contro la volontù di Creonte che l'ha vietata con un decreto. Polinice, infatti, è morto assediando la città di Tebe, comportandosi come un nemico: non gli devono quindi essere resi gli onori funebri.