Il popolo, ammaliato dal carisma di tali guerrieri investiti di potenza pseudo-divina, iniziò a costruirsi piccoli amuleti a forma di corna o di unico corno, fabbricandoli con materiali poveri, quali legno o terracotta. Giungendo in epoche più recenti il corno è stato spesso associato dagli storici alla fertilità.
Storia. Il simbolo del corno è ritenuto di buon auspicio fin dal neolitico per la sua forma fallica che lo rende un emblema di fertilità, virilità, forza fisica. Era usuale vedere un corno di toro fuori dalle capanne per propiziare la fertilità, più un popolo era numeroso e più era potente.
Si ritiene che abbia le sue radici nell'antica Roma, dove veniva indossato come talismano per proteggere da influenze negative e portare fortuna. Tuttavia, è nella cultura napoletana che il corno ha davvero prosperato.
Rimane simbolo di vita perciò rosso come il sangue (e in questo caso si mescola con l'accezione cristiana che ha una valenza salvifica) e foriero di ricchezza come l'oro perché si sa “pecunia non olet” da sempre.
Un amuleto che scaccia la cattiva sorte, protegge dalla negatività e tiene lontano il malocchio: il cornetto portafortuna è un simbolo la cui tradizione si è tramandata nel tempo, fino ai giorni nostri.