Domanda di: Ing. Karim Ferri | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026 Valutazione: 4.8/5
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I Fenici producevano il vetro fondendo sabbia quarzosa ad alte temperature con soda (carbonato di sodio) e calce, spesso creando oggetti tramite la tecnica del "nucleo" (impasto d'argilla rivestito) o il soffiaggio. Grazie alla loro abilità, migliorarono le tecniche preesistenti e diffusero i prodotti vitrei nel Mediterraneo, inclusi unguentari colorati.
Il calore provocò la fusione della sabbia, mischiandola con il nitrato, creando accidentalmente il vetro. Anche se potrebbe sembrare una leggenda, questa narrazione riflette il processo primitivo di fusione che ha dato inizio alla lavorazione del vetro.
I Fenici erano davvero abili nella lavorazione del vetro?
Le invenzioni dei fenici
Non si sa se sia davvero andata così o si tratti solo di una leggenda ma una cosa è certa: i fenici erano molto abili nella lavorazione del vetro e con questo materiale creavano gioielli e altri oggetti che commerciavano.
La più antica tecnica di lavorazione del vetro, utilizzata già nel II millennio a.C., consisteva nel rivestire di vetro vischioso un supporto realizzato con un impasto poroso di argilla e materiale vegetale, il nucleo, che veniva successivamente sbriciolato e rimosso dal vaso raffreddato.
«Si prendano 60 parti di sabbia, 180 parti di polvere di alghe essiccate e cinque parti di gesso». Mescolando sabbia di quarzo, potassa e calce si ot- tiene infatti il vetro, una materia prima naturale, im- permeabile, plasmabile e resistente.