Le imprese applicano lo sconto in fattura riducendo il corrispettivo dovuto dal cliente (fino al 100%) per lavori edili o energetici agevolabili, trasformando tale sconto in un credito d’imposta. L'azienda emette fattura indicando lo sconto, comunica l'opzione all'Agenzia delle Entrate tramite intermediari entro il 16 marzo dell'anno successivo e recupera la somma in compensazione fiscale (F24) o cedendola a terzi (banche).
Come funziona lo sconto in fattura per un'azienda?
Sconto in fattura: esempio pratico
Se si applica lo sconto del 50%, i lavori con un ammontare di spesa di 100mila euro verranno ridotti in fattura a 50mila euro, cifra che il cliente dovrà al fornitore. I 50mila euro rimanenti potranno essere scalati dall'azienda dalle tasse, oppure ceduti come credito alle banche.
Lo sconto in fattura è applicato direttamente dal fornitore e può essere pari al massimo all'importo da pagare. Pertanto, se la spesa è pari a 100.000 €, nel caso di Superbonus 110, il fornitore può applicare uno sconto in fattura da 0 a 100.000 €.
Usufruendo dello sconto in fattura, il committente paga solo il 50% della somma prevista e l'altro 50% invece viene versato allo Stato dall'impresa fornitrice di lavori o servizi, la quale riceverà a sua volta delle detrazioni sulle tasse che annualmente è tenuta a versare all'erario.
L'oggetto o la causale della fattura devono immediatamente chiarire la natura dello sconto applicato. Non è sufficiente una dicitura generica. È imperativo specificare la norma di riferimento, ad esempio, “Sconto in fattura ai sensi dell'art. 121 del DL 34/2020 (Decreto Rilancio)”.