Includono la terapia iperbarica, l'impiego di campi magnetici e la somministrazione di farmaci quali anticoagulanti, vasodilatatori, bifosfonati e statine. Il trattamento chirurgico è più efficace anche in stadi progressivi della patologia.
I trattamenti d'elezione per curare la cancrena e salvare il malcapitato dalla mala sorte sono essenzialmente l'intervento chirurgico (rimozione del tessuto necrotico o amputazione dell'arto coinvolto) e la terapia antibiotica aggressiva.
La necrosi avviene in seguito a cambiamenti morfologici che seguono la morte delle cellule, caratterizzati più frequentemente da alterazioni nucleari (picnosi, cariolisi, carioressi), ma anche da cambiamenti citoplasmatici (aumento di eosinofilia, vacuolizzazione e incremento di omogeneità citoplasmatica).
La fascite necrotizzante viene trattata mediante la rimozione chirurgica del tessuto necrotico in associazione ad antibiotici somministrati per via endovenosa. Spesso è necessario rimuovere un'ampia area di cute, tessuto e muscolo e, in certi casi, si deve procedere all'amputazione del braccio o della gamba colpiti.
La necrosi cutanea è un fenomeno che indica la morte di un gruppo di cellule o di un tessuto per motivi patologici, ed è causata da un insufficiente afflusso di sangue dalle arterie (cosiddetta “compromissione vascolare”), oppure da una eccessiva tensione dei lembi di cute.