In presenza di attività svolta in modo sporadico e occasionale, non è necessario avere partita IVA per vendere beni e servizi. La vendita di prodotti usati, ad esempio (vestiti, mobili, oggettistica, ecc…) non è tassata perché non è riconosciuta come attività lavorativa che crea reddito d'impresa.
L'attività commerciale occasionale, anche se soggetta ad IRPEF, non è però rilevante ai fini Iva. Quindi, non è necessario istituire i relativi registri ed emettere fattura. Tuttavia, è necessario emettere una ricevuta non fiscale per ogni importo incassato.
È l'attività di vendita non professionale e sporadica, quindi non continua nel tempo. Per esempio: una persona che ha l'hobby dell'uncinetto e vende occasionalmente le sue creazioni. Oppure chi ogni tanto mette in vendita oggetti o indumenti che non utilizza più.
Quanto si può fatturare con prestazione occasionale?
Le prestazioni occasionali non possono superare i 5.000 euro all'anno e le associazioni senza partita IVA hanno limitazioni nell'emettere ricevute, il che è un grosso limite per alcune attività. Sanzioni fiscali: se non si registrano correttamente le ricevute emesse, si rischiano sanzioni fiscali.
In buona sostanza, cessioni episodiche di beni online di questo tipo non hanno rilevanza ai fini fiscali, in quanto non si tratta di un'attività abituale di tipo commerciale. Per questo motivo il reddito che ne deriva non rientra tra le fattispecie tassabili, e non deve essere inserito in dichiarazione dei redditi.