La percezione della morte nei bambini evolve con l'età: sotto i 5 anni è vista come reversibile e temporanea, mentre dai 6-9 anni si sviluppa la consapevolezza della sua irreversibilità e universalità. I bambini spesso vivono il lutto con comportamenti regressivi, gioco ripetitivo o confusione, richiedendo risposte oneste e rassicurazioni fisiche.
La comprensione della morte nei bambini è un processo graduale: fino ai 5 anni la vedono come temporanea e reversibile, tra i 6 e i 9 anni iniziano a capire l'irreversibilità ma possono esserci paure e confusione, mentre verso i 10 anni sviluppano una visione più realistica, simile a quella degli adulti, comprendendo irreversibilità, universalità e che il corpo smette di funzionare.
La comprensione della morte evolve con l'età. I bambini piccoli (sotto i 5 anni) vedono la morte come temporanea e reversibile, mentre dai 6-9 anni iniziano a capire che è permanente ma possono avere idee confuse.
Tra i 6 e gli 11 anni i bambini iniziano a comprendere meglio l'irreversibilità e la universalità della morte, ma possono ancora sentirsi responsabili di ciò che è accaduto. Come capisce la morte: sa che chi muore non torna, ma può avere paure intense su malattie, incidenti, morte dei genitori.
Si prova quindi una sensazione di lacrimazione accompagnata da forte bruciore al petto: solo a questo punto il panico lascia spazio ad una paradossale sensazione di calma e tranquillità fino ad una perdita di conoscenza per mancanza di ossigeno, che precede arresto cardiaco e successivamente morte cerebrale.