Infatti, dalla fusione tra elementi estetizzanti, sensualità e vitalismo scaturisce un particolare atteggiamento del poeta nei confronti della natura, chiamato “panismo” o “naturalismo panico”, che è alla base di molti componimenti dannunziani.
D'Annunzio si rifà al decadentismo, simbolismo, naturalismo e romanzo russo dalle quali esaspera estetismo, sensualità, narcisismo. Si fa comprendere facilmente dai lettori appoggiandosi all'insegnamento dei classici. Nei romanzi prevale l'attenzione alle psicologie delle persone e la descrizione dell'ambiente.
Il Poeta si fa veggente attraverso un lungo, immenso, ragionato disordine di tutti i sensi». D'Annunzio veniva chiamato invece "Vate", inteso come modello da seguire e da imitare che indica al popolo, guidandolo come una luce, la via giusta, in quanto egli ha accesso attraverso la poesia a un mondo più alto.
Dà molto rilievo al rifiuto del conformismo borghese e dei principi egualitari, all'esaltazione dello spirito "dionisiaco", al vitalismo pieno e libero dai limiti imposti dalla morale tradizionale, al rifiuto dell'etica della pietà, dell'altruismo, all'esaltazione dello spirito della lotta e dell'affermazione di sé.
D'annunzio, infatti, è convinto non solo che i sensi siano l'unico mezzo per accostarsi alla realtà, ma anche che solo l'arte può dare forma a un mondo di raffinata bellezza, lontano dalla vita banale di tutti i giorni, un mondo ideale contrapposto alla volgarità della vita materiale.