Per salutarsi i cavalli si annusano il muso e soffiano con le narici. Mentre il nitrito gutturale viene utilizzato da questi animali per esprimere amicizia verso qualcuno.
NEW YORK – Come parlano fra loro i cavalli? Non � il nitrito il principale mezzo di comunicazione fra questi animali. Fra loro si capiscono in silenzio, usando le orecchie. Muovendole in un arco di 180 gradi, abbassandole, appiattendole, rizzandole, un cavallo comunica ai suoi simili quel che pensa e prova.
Le orecchie rilassate e rivolte un po' all'esterno sono il segnale che è tranquillo o sta dormendo. Se invece sono girate all'indietro esprimono rabbia e disapprovazione, che si trasforma in aggressione quando oltre ad essere all'indietro sono anche quasi appoggiate alla testa.
I cavalli quando sbuffano è perché sono felici. Lo fanno più spesso al pascolo che nella stalla, e in generale molto di più quando sono liberi in natura. Di contro sbuffano meno quando le condizioni di benessere non sono delle migliori.
I cavalli, per esempio, lacrimano per mantenere gli occhi umidi e per rimuovere le impurità dall'occhio. Una sorta di pulizia di primavera per gli occhi! I cani, invece, piangono (emettendo anche suoni strazianti) quando sono in pericolo o si sentono in prigione e i vitelli lo fanno quando vengono separati dalla mamma.