Domanda di: Sig. Artes Palumbo | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2026 Valutazione: 4.4/5
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Il linguaggio nei bambini autistici è estremamente vario: può spaziare dall'assenza totale di parole (non verbale) a un eloquio fluente ma particolare. Caratteristiche comuni includono ecolalia (ripetizione di frasi udite), prosodia alterata (tono monotono o cantilenante), difficoltà pragmatiche nel sostenere una conversazione e un uso del linguaggio finalizzato principalmente a richieste piuttosto che alla condivisione sociale.
Nei bambini con autismo potrebbe essere presente l'ecolalia, cioè la ripetizione, con la stessa intonazione, di parole o frasi pronunciate da qualcun altro. Può essere immediata o differita, cioè può essere una riproduzione di qualcosa che è stato detto nell'immediato o di qualcosa sentito in passato.
Quando inizia a parlare in media un bambino autistico?
Spesso i bambini con autismo iniziano a dire le prime parole precocemente e poi, improvvisamente smettono, per poi riprendere a 3 o 4 anni. È molto importante incentivare il bambino a parlare, se da solo non ha la spinta per farlo.
Il linguaggio nell'autismo: caratteristiche e differenze
Si distinguono l'autismo verbale e l'autismo non verbale. Nell'autismo verbale, il linguaggio è presente, ma può presentare difficoltà nella produzione. Gli autistici possono manifestare stereotipie verbali, ecolalie, prosodia alterata e difficoltà articolatorie.
Gli individui nello spettro dell'autismo spesso hanno problemi ad addormentarsi e a rimanere addormentati. Inoltre, ciò potrebbe peggiorare alcune caratteristiche della loro condizione come i comportamenti ripetitivi che possono, a loro volta, rendere il sonno ancora più difficile.