Domanda di: Deborah De Santis | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2026 Valutazione: 5/5
(17 voti)
Nel 2025, le dimissioni volontarie in Italia devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o soggetti abilitati (patronati, consulenti del lavoro). È necessario utilizzare SPID o CIE per accedere alla procedura, inserire i dati del datore di lavoro e indicare l'ultimo giorno di lavoro rispettando il preavviso contrattuale.
Nel 2025, le dimissioni volontarie in Italia sono soggette a nuove regole per l'accesso alla NASpI: chi si dimette da un contratto a tempo indeterminato può ottenere l'indennità solo se, dopo le dimissioni, lavora per almeno 13 settimane in un nuovo rapporto di lavoro e viene licenziato involontariamente. Questa regola si applica se le dimissioni sono avvenute nei 12 mesi precedenti. Le eccezioni includono dimissioni per giusta causa, in maternità/paternità protetta e risoluzioni consensuali specifiche, che mantengono l'accesso diretto alla NASpI.
I giorni di preavviso per dimissioni dipendono dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), dal tuo livello e dall'anzianità di servizio, con durate che variano da pochi giorni (es. 8/15 per part-time/full-time base) fino a diversi mesi per quadri e dirigenti con maggiore esperienza, calcolati in giorni di calendario a partire dal 1° o 16° giorno del mese, come stabilito dal CCNL di riferimento.
Il periodo di preavviso viene calcolato su tutti i giorni di calendario e non solo sui giorni lavorativi. Questo significa che festività, sabati e domeniche sono inclusi nel conteggio.
Cosa succede se mi licenzio e non faccio i giorni di preavviso?
Se la parte che intende interrompere il rapporto di lavoro non rispetta il periodo di preavviso, è tenuta a corrispondere alla controparte un'indennità sostitutiva dello stesso, pari alle retribuzioni che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato durante il preavviso.