Come posso denunciare il mio datore di lavoro per insulti?
Domanda di: Dr. Ursula Russo | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026 Valutazione: 4.3/5
(59 voti)
Per denunciare un datore di lavoro per insulti in Italia, è necessario agire tempestivamente raccogliendo prove come registrazioni audio/video, email o testimonianze. Gli insulti diretti (ingiuria) sono illeciti civili, mentre minacce o diffamazione (in assenza del lavoratore) sono reati penali perseguibili con querela entro 90 giorni presso Polizia o Carabinieri.
In casi come questi bisogna imperativamente rivolgersi al responsabile della sicurezza e salute dei lavoratori dell'azienda, che sarà tenuto a prendere gli opportuni provvedimenti. In alternativa, è possibile sporgere denuncia presso l'Ispettorato del lavoro .
Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.
L'insulto diventa reato in Italia quando non è rivolto direttamente alla persona presente (che è ingiuria, ora illecito civile) ma avviene in sua assenza e in presenza di almeno due persone (diffamazione) o tramite mezzi di pubblicità come i social media, configurando diffamazione aggravata. Diventa poi reato anche di minaccia se l'insulto contiene un avvertimento credibile di un danno ingiusto.