Domanda di: Sig. Lorenzo Ferrara | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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I toscani pronunciano la "c" intervocalica (tra due vocali) e spesso a inizio parola con un suono aspirato, noto come gorgia toscana, trasformando il suono occlusivo /k/ in una fricativa laringea sorda (simile a una 'h' inglese o 'ch' tedesca). Ad esempio, "la casa" diventa "la hasa", e "i cani" diventa "i hani".
La gorgia è un fenomeno fonetico, cioè di semplice accento regionale. Non è un fatto fonologico, perché non coinvolge i suoni a livello di sistema: il toscano non ha meno consonanti dell'italiano neutro (anzi, ha esattamente gli stessi fonemi).
“Stop” diventa “stoppe” e “Prato” diventa “Prao”. “Punto” è per noi un sinonimo di “nessuno” e “cannella” è il rubinetto dell'acqua. In molte aree della Toscana la Q viene sostituita con la V, quindi “vieni qui” si trasforma in “vieni vi”. La L se seguita da consonante si trasforma in R: altro/artro, albero/arbero.
Se la C è preceduta da vocali che fungono da preposizioni oppure da congiunzioni o se sono accentate, non c'è aspirazione: quindi si dice, come in italiano, “si va a cavallo” oppure “capra e cavoli”. Non si aspira, per l'appunto quando ha un suono dolce, perché seguita da E ed I: ceci, Cina, cena.