Domanda di: Dr. Evita Sanna | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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La vangatura consiste nel piantare l'attrezzo in profondità, e smuovere la lama rompendo le zolle. Spesso si sceglie di sollevare la fetta di terreno, rovesciandola. Si prosegue con un fronte di lavoro più o meno largo, andando poi indietro in modo ordinato, senza dimenticarsi pezzi.
Il momento migliore per fresare il terreno è quando è umido e le zolle sono ben friabili da rompere e sgretolare. In genere la fresatura del terreno viene effettuata in primavera: in questo periodo, infatti, si lavora il terreno per poi piantare le colture e sfruttare il caldo estivo per farle maturare.
Zappando si affina lo strato superficiale, andando a fondo per circa 10/20 centimetri. Se abbiamo sparso il letame mentre zappiamo lo andiamo a incorporare nel terreno. Lavorando di zappa conviene soffermarsi a togliere eventuali sassi o radici di buona dimensione.
Consiglio se possibile di usare sostanze ricche di sostanza organica, quali compost o letame maturo, che sono migliori dei concimi solubili o secchi, quali lo stallatico in pellet. Questo perché ammendare il suolo incorporando molta materia lo può rendere maggiormente soffice e più capace di trattenere l'umidità.
I terreni argillosi devono essere lavorati in profondità, data la loro tendenza a compattarsi e a non drenare bene. La prima volta che li lavoriamo, è importante usare la vanga o la forca foraterra, poi zappare, miscelando ai primi strati del compost maturo (3-4 kg/mq) o letame maturo (4-5kg/mq).