Cosa vuol dire parlare in corsivo? Parlare in corsivo, anzi cörsivœ, vuol dire semplicemente utilizzare le vocali chiuse e allungare la pronuncia della parola, soprattutto nella sua parte finale. Così facendo cambiano anche le tonalità delle sillabe, e la voce finisce con l'avere un tono più acuto del normale.
Parlare in corsivo è un modo goliardico di comunicare. Consiste nell'allungare le vocali e pronunciare le parole un po' come 'una cantilena', come spiega su TikTok la 'prof' Elisa Esposito. Si utilizza sui social, ma anche per scherzare tra amici. Un po' come l'alfabeto farfallino che molti 'boomer' usavano da giovani.
Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa "amïo".
Il corsivo è un modo di parlare che aveva già conquistato la GenZ da diversi anni, tanto che esistono esempi di canzoni cantate in corsivo già dalla fine degli anni '10 del 2000.
L'ideatore fu il tipografo Francesco Griffo, noto anche come Francesco da Bologna, che alla fine del XV secolo realizzò un carattere ispirato alla scrittura corsiva di Poggio Bracciolini, che a sua volta si rifaceva alla scrittura carolina.