Domanda di: Dr. Tommaso Romano | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Esempio. Hai lavorato occasionalmente in qualità procacciatore d'affari per un'azienda e ti sono state riconosciute delle provvigioni pari a 1.000 euro. La ritenuta d'acconto dovuta é pari al 23% del 50% di 1.000 ed é quindi pari a: 1.000 / 2 = 500. Dunque 23% di 500 = 115 euro é la ritenuta d'acconto dovuta.
600/1973, che corrispondono provvigioni comunque denominate per prestazioni anche occasionali inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari, devono operare una ritenuta a titolo d'acconto, con obbligo di rivalsa, con aliquota del 23%.
L'agente quindi che emette la fattura verso la casa mandante a fronte delle provvigioni maturate dovrà applicarvi una ritenuta d'acconto pari al 23% calcolato sul 50% della provvigione stessa percependo, il compenso al netto della ritenuta operata dalla casa mandante; la ritenuta sarà versata dalla casa mandante entro ...
La ritenuta di acconto che i sostituti devono operare sulle provvigioni, è pari all'aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito che attualmente è il 23%. La ritenuta è , generalmente, commisurata al 50% dell'ammontare delle provvigioni.
Come si calcola la ritenuta? Analogamente a quanto avviene per il calcolo della partita IVA, per calcolare la ritenuta d'acconto è sufficiente sapere che è generalmente pari ad un aliquota del 20% dell'importo lordo.