Domanda di: Dr. Ninfa Caputo | Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026 Valutazione: 5/5
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Il canto del merlo, descritto come un fischio melodioso, flautato e acuto, viene comunemente definito col verbo chioccolare. Il maschio emette questo suono, spesso intervallato da trilli, per marcare il territorio dalla cima di alberi o antenne. Il verso può anche essere definito zirlare.
Verso la fine di febbraio i merli iniziano ad andare in “estro”, cantando dalla sommità di un albero (in città è frequente vederlo su un antenna) allo scopo di delimitare il territorio entro il quale la coppia edificherà il nido.
Si dice infatti che il merlo “chioccola”, dal verbo chioccolare (parola onomatopeica derivante dal verso “chiò chiò”). Ma si può dire anche dire che il merlo “zirla”, dal verbo zirlare, verso comune anche al tordo.
Il Merlo dal collare canta sempre in ambienti aperti, posato su qualche sporgenza. La prima parte del canto risulta piuttosto monotona e regolare nel ritmo, con un ripetersi costante del chioccolio, tipico della famiglia dei merli.