C'è chi lo chiama pranzo al sacco e chi preferisce parlare di lunch box, ma se diciamo schiscetta, tutti sanno di che cosa stiamo parlando. Il termine deriva da “schisciare”, un termine lombardo che indica il gesto di schiacciare il cibo all'interno di un contenitore allo scopo di trasportarlo.
Parliamo dell'intramontabile schiscetta, termine dialettale che nasce proprio dal contenitore per il trasporto e il consumo di vivande usato un tempo dagli operai sul luogo di lavoro, ovvero la “schiscia”, una sorta di lunch box ante litteram così chiamata perché il cibo veniva schiacciato all'interno.
Il termine 'schiscetta' è dialettale, e si riferisce ad un contenitore usato da operai e studenti per trasportare cibo pronto fuori da casa (in Piemonte è diffuso il termine 'barachin'). Deriva da schiscià che in milanese significa 'schiacciare', perché il cibo veniva appunto schiacciato nel contenitore.
Oggi il nome portavivande ha racchiuso tutte le terminologie dialettali, perché non c'è una regione italiana, come anche nessun paese nel mondo, che non conosca la tradizione e l'abitutine di portare il pasto ovunque.