Domanda di: Michael Ferretti | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Il karate è tra le arti marziali giapponesi più conosciute, si stima che indicativamente i suoi praticanti si aggirino sui 100.000+ in tutto il mondo, un numero di tutto rilievo; le persone che praticano il karate sono chiamate karateka (空手家), dove l'ultimo kanji può essere tradotto come “esperto” o “performer” (anche ...
Oltre ai vari titoli di Maestro del Karate, ci sono poi altri titoli diffusi nella cultura giapponese nel rapporto di apprendimento: Jisha: Attendente. Jiki-deshi: allievo diretto. Uchi-deshi: studente.
Sensei (先生, in hiragana せんせい), lett. “persona nata prima”! I dizionari giapponesi danno questa come origine della parola e andando ad analizzare i due kanji da cui è composta questa parola, 先 (sen) “precedente” e 生 (sei) “nato”, la traduzione letterale è pressoché perfetta.
Il karate è un'arte marziale a mani nude che permette, grazie ad un allenamento razionale di educare il corpo e la mente a rispondere a qualsiasi tipo di aggressione. Infatti, il praticante ha a disposizione un ampio ventaglio tecnico basato sull'uso di armi naturali del corpo umano: piedi, mani, ginocchio, ecc.
Il Kiai (気合, 気合い, kor. 기합) nelle arti marziali è il suono gutturale che accompagna i momenti "topici" di un kata (forma) o di un kumite (combattimento), in cui si dirige la massima energia vitale per intimorire e sopraffare l'avversario.