L'esame definitivo per confermare la presenza di cellule tumorali è la biopsia, ovvero il prelievo e l'analisi microscopica di un campione di tessuto sospetto. Altri esami includono l'esame istologico (analisi del tessuto in laboratorio) e tecniche di diagnostica per immagini come la PET (Tomografia a emissione di positroni) o la TAC.
Come si chiamano gli esami del sangue per le cellule tumorali?
La biopsia liquida è una tecnica innovativa utilizzata nella diagnosi e nel monitoraggio del cancro: si tratta di un test non invasivo che preleva campioni di fluidi corporei, come il sangue, per rilevare la presenza di cellule tumorali o materiale genetico rilasciato dai tumori nel flusso sanguigno.
Anche se il giovane dottore che ci risponde al telefono cade dalle nuvole: «Il test Iset non serve se lei non ha già una diagnosi di tumore. Comunque, lei l'esame lo può fare lo stesso anche se non ha avuto un cancro: se il suo medico glielo prescrive. Costa 488 euro, ma così non serve a niente».
La PET viene utilizzata in particolar modo in Oncologia, sia in fase diagnostica per individuare il tessuto malato e stadiare un tumore, sia durante il follow-up dopo la chirurgia o la radioterapia per valutare l'andamento di un trattamento.
Che cos'è l'Iset? «Si tratta di una tecnica che, attraverso un esame del sangue, individua le cellule cancerose circolanti nell'organismo. L'obiettivo è arrivare alla diagnosi in anticipo rispetto a quanto non si riesca a fare ricorrendo alle tecniche di diagnostica per immagine: come Tac, Pet e risonanza magnetica.