L'ultima strofa della canzone è detta congedo o commiato e spesso non è una strofa intera, ma un piccolo raggruppamento di versi, con struttura metrica ripresa dalla sirma.
Le strofe prendono il nome dal numero dei versi che le compongono e nella trafizione letteraria italiana che arriva fino all'Ottocento hanno anche un prestabilito schema di rime. Le strofe tradizionali della poesia italiana sono cinque: distico, terzina, quartina, sestina e ottava.
Le forme più frequenti sono il distico, la terzina, la quartina, la sestina, l'ottava. Più rare le strofe pentastiche ed eptastiche, rispettivamente di cinque e sette versi.
Il verso si dice piano, se termina con una parola piana (accento tonico sulla penultima sillaba); sdrucciolo, se termina con una parola sdrucciola (accento tonico sulla terzultima sillaba); tronco, se termina con una parola tronca (accento tonico sull'ultima sillaba).
La struttura di un componimento poetico è caratterizzata dalla presenza di: verso, cioè l'insieme delle parole contenute in una riga di una poesia; strofa, cioè un gruppo di versi; rima, cioè la ripetizione di suoni uguali in due o più parole che si trovano alla fine del verso.