Domanda di: Dr. Deborah Longo | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.3/5
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Le strofe prendono il nome dal numero dei versi che le compongono e nella trafizione letteraria italiana che arriva fino all'Ottocento hanno anche un prestabilito schema di rime. Le strofe tradizionali della poesia italiana sono cinque: distico, terzina, quartina, sestina e ottava.
Rima baciata: il cui schema è AABBCCDD; due versi legati da una rima baciata si chiama distico. Rima alternata: il cui scherma è ABABCDCD, cioè quando il primo verso rima col terzo, il secondo col quarto ect.. Rima incrociata: il cui schema è ABBACDDC, cioè quando il primo verso rima col quarto e il secondo col terzo.
La rima è l'identità di due parole dall'accento tonico in poi, cattura il lettore evidenziando le parole. Consonanza: uguaglianza delle sole consonanti dall'accento tonico in poi.
Lo schema metrico è la descrizione in forma schematica, mediante segni convenzionali, della struttura metrica di un componimento poetico, indicandone le strofe, il tipo di versi e la disposizione delle rime.
Si definiscono versi sciolti i versi che non presentano uno schema delle rime fisso, La forma più comune nella tradizione letteraria italiana è quella dell'endecasillabo sciolto che si è affermato a partire dal Cinquecento ed ha ottenuto grande fortuna fino all'Ottocento.