Si chiama “disegno infantile” ed è la sintesi visiva della percezione che il bambino ha del mondo e delle persone che lo circondano. Inizia a rappresentarla, sotto forma di scarabocchio, quando è attorno ai diciotto mesi di età.
Questi primi tentativi grafici sono chiamati “scarabocchi disordinati” proprio perché i segni tracciati non riproducono un'intenzionalità rappresentativa presente nel bambino: il disegno non è un'attività per rappresentare persone, oggetti o emozioni, anzi, spesso i bambini non sono nemmeno interessati a guardare ...
A partire dai 2 anni e mezzo circa il bambino inizia a interpretare ciò che disegna, riconoscendo che il suo disegno può rappresentare la realtà o un oggetto. Intorno ai 3-4 anni fanno la comparsa le prime rappresentazioni della figura umana, che assomigliano ad un “omino testone”.
-Disegno scientifico: serve a riportare dettagliatamente tutti gli oggetti (tipico delle enciclopedie); -Disegno artistico: rappresenta idealisticamente un'interpretazione soggettiva della realtà (tipico della pubblicità); -Disegno per il rilievo: serve a percepire la forma degli oggetti (tipico dei piani di fuga);
Il bambino esprime nel disegno il suo stato interiore, disegnando «cose che fanno parte della sua quotidianità: la famiglia, ad esempio, rappresenta le persone che gli sono accanto; mentre la casa è il luogo in cui cresce. L'esperienza personale, dunque, entra nel disegno».