Per correggere questo fenomeno (può capitare anche in conseguenza al sottosterzo se l'azione di manovra venisse attuata troppo velocemente) bisogna attuare il contro sterzo. È necessario quindi girare lo sterzo in direzione opposta e regolare la velocità in base al tipo di veicolo, controllando così la sbandata.
Nello specifico, in caso di sovrasterzo, occorre eseguire una manovra nota come “controsterzo”, ovvero agire prontamente sul volante in modo tale da conferire alla vettura la direzione opposta a quella della curva, per contrastare lo sbandamento causato dal sovrasterzo e riportarla quindi nella traiettoria ideale.
Quando percorrete una curva, infatti, le ruote anteriori cominciano a “cedere” e l'auto tenderà a scivolare verso l'esterno. Le cause del sottosterzo solitamente sono due: o siete entrati in curva con troppa velocità, oppure state dando troppo sterzo, ovvero girando il volante più del necessario.
Quando si ha un comportamento sovrasterzante del veicolo?
Con sovrasterzo si indica il comportamento di un autoveicolo che durante la percorrenza di una curva tende a percorrere una traiettoria più stretta di quella voluta dal guidatore. Se si verifica una repentina perdita di aderenza dell'asse posteriore, si ha il fenomeno del testacoda o sbandata.
Il sottosterzo è lo sbandamento dell'asse anteriore del veicolo rispetto all'asse posteriore. In pratica, nel sottosterzo, la vettura tenderà ad andare dritto e a muoversi esternamente alla curva, il veicolo segue una traiettoria dritta nonostante hai giustamente sterzato le ruote verso l'interno.