In sardo, la frase "lascia perdere" si può rendere in diversi modi a seconda del contesto e della zona, tra cui "lassa perdi" (comune, simile all'italiano), "lassa istare" (lascia stare), oppure con espressioni più colorite come "ninnia" (logudorese, lascia perdere/non importa) o "lasi andai".
Il vocabolo "liori" è in campidanese, in logudorese si dice "laore" e nel nuorese "labore" e indica il raccolto, il frumento, i cereali in generale. Viene dal latino "labor-laboris" (lavoro) In questo caso in sardo ha assunto il significato di "raccolto" inteso come frutto del lavoro.
Làstima: ma cosa significa? Dal latino tardo ed ecclesiastico blastimare, dal greco “βλασφημεῖν” (“parlare male” o “dire cose dannose”), sovrapposto allo spagnolo lastima, pietà. Da questa sovrapposizione, derivano le molte sfumature ironiche che assume nella lingua sarda.
Ho scelto questo titolo “A SI BIRI , che in sardo significa sostanzialmente “arrivederci , perché possiede anche un enorme significato al di là della parola stessa. Infatti è un augurio (a rivederci presto), perché siamo stati bene.
"Aiò" è un invito, un'esortazione, un incitamento a muoversi. Potrebbe derivare dal latino ad hōc (“per questo”), evolvendosi nei secoli fino a diventare uno degli imperativi più iconici della Sardegna.