Si usa "mi piacerebbe" (condizionale) per esprimere un desiderio presente o futuro, come in "Mi piacerebbe andare al mare". Si usa "mi piacesse" (congiuntivo imperfetto) nelle frasi ipotetiche o dopo desideri espressi da altri, es. "Vorrei che mi piacesse" o "Se mi piacesse, lo farei".
A: "SE ti piacerebbe farlo, fallo!" B: "SE a lei piacerebbe andare al mare, ce la porterei". La frase B ha tutte le caratteristiche di un periodo ipotetico (anzi...lo è!), ma utilizzare il congiuntivo "piacesse" (a mio umile giudizio) darebbe alla frase tutt'altra sfumatura.
- E allora, se ti piacerebbe farlo, fallo. A rigor di grammatica, invece, nella lingua parlata e scritta controllata va usato il congiuntivo: se ti piacesse farlo, fallo!
Sono entrambe corrette. La seconda rappresenta l'evento dell'avere notizie come futuro (rispetto a un punto di riferimento passato); la prima lo rappresenta come ipotetico: il congiuntivo, infatti, configura la proposizione temporale introdotta da quando come temporale-ipotetica.
Per non sbagliare la 'h', ricordati che si usa solo con le voci del verbo avere (ho, hai, ha, hanno) e nelle esclamazioni (ahi, oh), mentre non si usa con i verbi all'infinito (-are, -ere, -ire) e nelle preposizioni (a, ai, o), applicando il trucco di sostituire la parola con il verbo "aveva" o "avevano": se la frase ha senso, ci va l'h; altrimenti no.