Domanda di: Sandro Longo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
(57 voti)
Dal giapponese おたく (otaku), originariamente pronome onorifico di seconda persona お宅 (otaku), corrispettivo dell'italiano Lei. Negli anni settanta e ottanta, tra gli appassionati della cultura pop giapponese, il termine ha assunto il significato attuale, scritto in hiragana おたく (otaku), o in katakana オタク (otaku).
Giovane appassionato di fumetti e animazione giapponese che trascorre la maggior parte del proprio tempo in casa, dedicandosi in modo quasi ossessivo al collezionismo, ai giochi elettronici, a Internet, alle relazioni mediatiche a sfondo sessuale; relativo a tale fenomeno giovanile.
Secondo l'ipotesi più accreditata, la parola anime (アニメ) deriva dall'abbreviazione di animēshon (アニメーション), traslitterazione giapponese della parola inglese animation, ovvero "animazione".
La maggior parte dei fan dello yaoi sono ragazze adolescenti o giovani donne. In Giappone le fan di genere femminile sono chiamate fujoshi, un gioco di parole che denota il loro modo di vedere le relazioni omosessuali nei media: il termine Fujoshi quindi diventa 腐女子, che significa in poche parole "ragazza marcia".
Otaku (おたく/オタク) è un termine della lingua giapponese, nato negli anni ottanta che indica una subcultura di appassionati in modo ossessivo di manga, anime, e altri prodotti ad correlati. Essere un Otaku significa avere una passione, che si potrebbe definire sfegatata, per un hobby o per un passatempo.