Noi bergamaschi per indicare il "pipistrello" diciamo: "chèla lé l'è na "sgrignapula" etimo da "grignà"=ridere, per la forma delle labbra del volatile.
Un termine dialettale facilmente capibile è pipistrél (a Mantova, Varese, Trento, Venezia, Verona, Parma) che tronca la parola pipistrello, la quale deriva dal latino vespertilio (-onis), da cui spurtiglione caratteristico della Campania.
Negli ultimi decenni il fenomeno si è esteso anche ai centri minori e sempre più spesso si incontrano italianismi lessicali che finiscono per annullare anche le differenze tra un dialetto e l'altro: per es., pipistrèl «pipistrello» e pisèi «piselli» sostituiscono sia i milanesi tegnöra e erbiùn, sia i bresciani ...
Pipistrello è SPURTIGLIONE (o spertiglione). Significa 'pipistrello' e per estensione una persona che vive di notte o che va in giro a spiare. Deriva dal latino “vespertilio-onis” da “vesper” > vespro, sera; perché proprio di sera questi mammiferi escono dalla tana.