Il predicato nominale (copula + nome/aggettivo) indica com'è o chi è il soggetto (es: "Marco è stanco"). Il predicato verbale (verbo autonomo) indica un'azione, stato o possesso (es: "Marco corre"). La differenza chiave risiede nella funzione del verbo: autonomo (verbale) o unione di essere + aggettivo/nome (nominale).
Come si fa a distinguere il predicato verbale da quello nominale?
La differenza principale è che il predicato verbale indica un'azione compiuta dal soggetto (es. "mangia"), mentre il predicato nominale esprime una qualità o una condizione del soggetto, essendo formato dal verbo essere (copula) più un nome o un aggettivo (es. "è felice", "è un medico"). Il predicato verbale è un qualsiasi verbo che esprime un'azione, mentre il predicato nominale si basa sul "verbo essere" unito a un aggettivo (nome del predicato) o un nome (parte nominale).
Il predicato verbale ci dice che cosa fa il soggetto. Nell'esempio “Giacomo legge un libro" il verbo “legge" è un predicato verbale perché ci dice che cosa fa il soggetto. Ecco altre due frasi con il predicato verbale: “Letizia è sul pullman" e “Laura è partita“.
Se il verbo essere ha valore di stare, esistere, trovarsi, rimanere, appartenere o è seguito da preposizioni semplici o articolate, è predicato verbale e non nominale: Mario era sull'aereo --> Si trovava sull'aereo. La penna è di Mario --> Appartiene a Mario.
Il mio gatto è un micio siamese. Il predicato nominale è: è un micio siamese. Non può essere un predicato verbale, in quanto vi è il verbo essere, e si tratta, quindi, di un predicato nominale. Il mio gatto mangia la carne.