La gastroscopia per la celiachia si fa tramite esofagogastroduodenoscopia (EGD), dove si inserisce un sottile tubo con telecamera dalla bocca fino al duodeno (primo tratto dell'intestino) per prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) da analizzare al microscopio, cercando l'atrofia dei villi intestinali tipica della celiachia; è fondamentale non sospendere il glutine prima dell'esame per non falsare i risultati, e l'esame si esegue in sedazione per minor fastidio.
Durante la gastroscopia si esegue una biopsia del piccolo intestino, il cui risultato istologico, comparato ai risultati ematici, darà la corretta diagnosi di eventuale celiachia.
L'esame si effettua mediante esofagogastroduodenoscopia, durante la quale un lungo e sottile tubicino flessibile viene inserito attraverso la cavità orale e fatto scendere lungo l'esofago fino allo stomaco e al primo tratto dell'intestino.
La gastroscopia può diagnosticare le intolleranze?
La gastroscopia viene inoltre utilizzata anche come metodo di intervento operativo, ad esempio per arrestare il sanguinamento causato da ulcere e per diagnosticare con certezza l'intolleranza al glutine attraverso una biopsia del duodeno.