Domanda di: Lia Caruso | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Preparazione ad infusione
Si porta l'acqua ad ebollizione e, una volta tolta dal fuoco, la si unisce alla polvere di caffè che dovrà stare in infusione per circa 5 minuti. Successivamente il caffè ottenuto viene versato nelle tazze facendolo passare attraverso un filtro.
Il più antico, diffuso dal XVI secolo, è quello della bollitura per “infusione”: la polvere di caffè veniva fatta bollire con dell'acqua fino a quando si depositava sul fondo. Il risultato era una bevanda più carica di caffeina e dal sapore molto più forte rispetto a quella attuale.
Altra diffusione universale, soprattutto nella Francia di primo Novecento, ebbe la caféolette che utilizza lo stantuffo, e il latte al posto dell'acqua. Poi sarà la volta della macchinetta più cool: la cosiddetta bilancia, un vero oggetto di design, soprattutto nelle versioni retrò.
Uno dei principali centri di smistamento e diffusione del caffè, fin dal XVI secolo, divenne Il Cairo, in Egitto, da dove mercanti e pellegrini lo esportarono in ogni direzione. «La diffusione fu favorita soprattutto dalla propagazione della religione islamica, che proibiva di bere vino, sostituito dal caffè.
La storia del caffè porta con sé numerose leggende: la più accreditata, come detto, vuole la sua origine nel IX secolo, in Abissinia (attuale Etiopia). Da lì le bacche di caffè vennero poi esportate in tutta la penisola araba, che aveva nella città di Mokka il proprio centro di riferimento per il commercio.