Domanda di: Dylan Guerra | Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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La scoperta e l'uso del fuoco non sono attribuibili a un singolo individuo, ma sono il risultato di un processo evolutivo iniziato dall'Homo erectus circa 1-2 milioni di anni fa in Africa. Inizialmente si trattava di sfruttamento di incendi naturali, evolutosi nel controllo e nell'accensione consapevole, confermati da ritrovamenti risalenti ad almeno 400.000-790.000 anni fa.
Nel Paleolitico, l'Homo erectus scoprì che sfregando tra loro due bastoncini di legno era possibile creare il fuoco. Fu una scoperta rivoluzionaria, che influenzò in maniera importante la vita dell'uomo sotto diversi aspetti.
I Neanderthal sapevano domare il fuoco. Erano in grado di accenderlo, alimentarlo e usarlo per cuocere i cibi, scaldarsi, difendersi dagli animali. E avevano riservato al fuoco un posto importante, nel cuore dei luoghi dove abitavano.
Racconta la leggenda che quando Zeus[1] incaricò Prometeo di forgiare l'uomo, egli lo modellò dal fango e lo animò con il fuoco divino. Tanto era importante per il Titano la sua creazione che fu disposto a sottrarre ad Atena il suo scrigno, in cui erano riposte intelligenza e memoria, per donarle agli umani.
Tuttavia, secondo questo studio, è difficile escludere che si trattasse di incendi naturali non accesi dall'uomo. I primi esseri umani probabilmente iniziarono a sfruttare fuochi causati da fulmini o altre cause naturali, forse conservando braci per un certo periodo, ma sarebbe stata una risorsa imprevedibile.