La "Z" dolce o sonora italiana è quella usata per pronunciare il vocabolo zero e deriva spesso dalla "-di-" seguita da vocale del latino classico. La si può riconoscere anche perché durante la sua pronuncia viene emessa voce e quindi vibrano le corde vocali, per questo viene definita "sonora".
La lettera Z in Italiano è usata principalmente nelle parole, e la pronuncia si alterna tra /d͡z/ e /t͡s/, mentre ad inizio delle parole è principalmente /d͡z/.
La "z" aspra o sorda italiana è quella usata per pronunciare il vocabolo calza e deriva spesso dalla "-ti-" seguita da vocale del latino classico. Esempi: alzare, sfilza, calza, milza, innalzare, scalzare, colza, balzano, filza, calzolaio Eccezioni ("z" dolce o sonora): nei vocaboli elzeviro e belzebù.
Perciò si parla, con riferimento all'italiano, rispettivamente di Z sorda (o aspra) e di Z sonora (o dolce): così, per esempio, è corretto dire che la parola marzo /ˈmart͡so/ si pronuncia con la zeta sorda (o che la zeta di marzo è sorda), mentre la parola garza /ˈɡard͡za/ ha una zeta sonora.
- il gruppo ti- si pronuncia zi : tertia ( leggi tèrzia), Helvetii ( leggi Elvèzii), Latium (leggi Làzium). Si pronuncia invece ti: - quando tì è accentata: totìus, petìvi ( leggi totìus, petìvi); - quando i nomi sono di origine greca: Critias ( leggi Crìtias);